Azienda per i Servizi Sanitari n, esenzione ticket per età superiore a 65 anni.

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Azienda per i Servizi Sanitari n. 6 – Friuli Occidentale

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Esenzione ticket per status e reddito

Ha diritto allesenzione dalla compartecipazione alla spesa sanitaria chi, al momento dellesecuzione della prestazione, si trova in una delle seguenti situazioni:

Esenzione dal pagamento del ticket per motivi di status e reddito (L.537/1993 e successive modifiche e integrazioni).

Età inferiore a 6 anni o superiore a 65 anni, appartenente a un nucleo familiare (fiscalmente inteso) con reddito complessivo lordo riferito all’anno precedente non superiore a euro 36.151,98.

In caso di minore, può accadere che il bambino abbia diritto allesenzione contrariamente ai suoi genitori o agli altri fratelli di età superiore a 6 anni.

In questi casi il modulo dovrà essere firmato dal genitore o da chi esercita la potestà genitoriale.

Soggetto disoccupato (iscritto al Centro per lImpiego) e familiari a carico, appartenente a un nucleo familiare (fiscalmente inteso) con un reddito complessivo lordo riferito all’anno precedente inferiore a euro 8.263,31, incrementato fino a euro 11.362,05 in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori euro 516,46 per ogni figlio a carico.

Il diritto all’esenzione si ottiene mediante l’apposizione del codice E01, E02, E04 da parte del Medico di Medicina Generale/Pediatra di Libera Scelta nell’apposito spazio della ricetta in cui vengono prescritte le prestazioni sanitarie.

I cittadini residenti in Friuli Venezia Giulia che hanno diritto all’esenzione del ticket per motivi di status e reddito, sono presenti in un apposito elenco messo a disposizione della Regione dal Ministero dell’Economia e delle Finanze verso la fine del mese di marzo di ogni anno e consultabile online dal proprio MMG/PLS.

  • quando la prestazione potrebbe essere prescritta da uno specialista che opera fuori regione;
  • quando il proprio nominativo non figura nel suddetto elenco oppure si è in stato di disoccupazione.

In questi casi sarà necessario autocertificare il proprio diritto all’esenzione del ticket.

I residenti nei comuni di Cordenons, Porcia e Roveredo in Piano hanno la possibilità di rivolgersi al proprio Comune per autocertificare il proprio diritto all’esenzione del ticket.

Per i cittadini con invalidità civile attestata nella tessera sanitaria (cod. C01, C02, C03, C04) non è necessario richiedere l’esenzione del ticket per status e reddito.

Definizioni:

Il nucleo familiare fiscale è costituito dalla persona che presenta la dichiarazione dei redditi e dagli eventuali familiari a carico inseriti nella medesima dichiarazione. Il nucleo familiare fiscale non va confuso con il nucleo familiare anagrafico, che è costituito invece dall’insieme delle persone appartenenti alla stessa famiglia che risultano iscritte all’anagrafe comunale come residenti al medesimo indirizzo.

Per stabilire se si ha diritto all’esenzione del ticket è necessario tenere conto di tutto ciò che va a costituire il reddito complessivo nella dichiarazione dei redditi (redditi di capitale, fondiari, di impresa, di lavoro autonomo, di lavoro dipendente, diversi. ). Si fa riferimento al reddito lordo non decurtato delle detrazioni.

I redditi dei coniugi vanno sempre sommati, anche se presentano dichiarazioni dei redditi separate.

Ai sensi dell’art. 433 del Codice Civile sono considerati familiari a carico:

  • il coniuge non legalmente ed effettivamente separato, i figli (compresi i figli naturali, riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati), i figli permanentemente inabili al lavoro. Il coniuge ed i figli possono anche non convivere con il dichiarante e risiedere altrove;
  • i discendenti dei figli, i genitori anche adottivi, i generi e le nuore, i suoceri, i fratelli e le sorelle, i nonni, a condizione che convivano con il contribuente o percepiscano assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dellautorità giudiziaria.

In ogni caso il reddito complessivo lordo del familiare a carico, riferito allanno precedente, non deve superare euro 2840,51 in base all’ art. 12 – D.P.R. n.917 del 22 dicembre 1986 e successive modifiche.

I soggetti, pur conviventi, che dispongano di redditi propri e siano quindi tenuti alla presentazione della dichiarazione ai fini IRPEF, costituiscono, con leccezione del coniuge, nuclei familiari autonomi (nota del Ministero della Salute dd. 23 aprile 2002, prot. n. 100/SCPS/RED/4).

Condizione del soggetto privo di lavoro e immediatamente disponibile allo svolgimento e alla ricerca di una attività lavorativa (condizione comprovata dalla presentazione dellinteressato di idonea dichiarazione emessa dal Centro per lImpiego). Ai fini dellesenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria si considerano disoccupati:

  • i soggetti in cerca di prima occupazione;
  • i soggetti che hanno perduto un lavoro dipendente o autonomo e sono in cerca di una nuova occupazione;
  • i soggetti che svolgono una attività con reddito inferiore a quello minimo personale escluso da imposizioni fiscali (dichiarato al Centro per lImpiego allatto della convalida della condizione di disoccupazione).

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Chi puГІ donare, età per donare il sangue.

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AvisProvinciale

Chi puГІ donare

Carta d’identità del donatore

Per donare sangue bisogna avere almeno 18 anni, pesare più di 50 Kg. ed essere in buone condizioni di salute.

Per le donazioni di sangue intero occorre non avere superato i 65 anni di età; per le donazioni di plasma e piastrine il limite è di anni di età.

Coloro che intendono diventare donatori di sangue possono recarsi, senza prenotazione né appuntamento, in un di raccolta- sangue per sottoporsi alla visita medica ed al prelievo del sangue necessario per accertare l’idoneità, se tutto è regolare il nuovo donatore verrà invitato ad effettuare la prima donazione.

È bene non assumere farmaci occasionali (ad esempio un analgesico per il male di testa) qualche giorno prima della donazione e, se è possibile, è meglio essere a digiuno. Le donne che hanno in corso la terapia anticoncezionale non devono sospendere l’assunzione quotidiana della pillola contraccettiva.

In caso di difficoltà a restare a digiuno, il mattino del prelievo possono essere assunti alimenti leggeri come frutta fresca anche sotto forma di spremute, tè o caffè poco zuccherati, pane non condito; da evitare assolutamente il latte e i suoi derivati. Prima della donazione è necessario compilare il modulo di accettazione e consenso alla donazione che verrà poi valutato assieme al medico durante il controllo anamnestico.

Le donne devono astenersi durante il flusso mestruale e per 10 giorni dopo.

Il colloquio con il medico aiuterà anche ad individuare quale tipo di donazione è più indicato: sangue intero o aferesi. La aferesi è un nuovo metodo di prelievo del sangue che si avvale dell’uso di apparecchi chiamati separatori cellulari. Grazie ad essi è possibile prelevare al donatore quelle componenti del sangue (plasma, piastrine, globuli bianchi ecc.) che più interessano per una terapia trasfusionale mirata. Questa nuova metodica di prelievo, della durata di circa ora, richiede al donatore maggiore collaborazione e disponibilità.

Il volume massimo del prelievo di sangue, stabilito per legge, è uguale a 450 millilitri.

Dopo il prelievo, al donatore viene offerto un buon ristoro per reintegrare liquidi, zuccheri e sostanze nutrienti.

Ai lavoratori dipendenti viene riconosciuta una giornata di riposo retribuita. Ai lavoratori autonomi, generalmente, è riservato un accesso preferenziale ai Centri di raccolta sangue, per consentire loro di limitare quanto più possibile l’assenza dal lavoro.

L’intervallo minimo, tra una donazione di sangue intero e la successiva, è di 90 giorni per gli uomini e di 180 giorni per le donne in età fertile; le donne non possono donare sangue durante il flusso mestruale (e per alcuni giorni dopo) e la gravidanza, nonché per un anno dopo il parto. Di norma, quindi, gli uomini possono donare sangue intero 4 volte l’anno, mentre le donne 2 volte ogni anno.

Fra le donazioni in aferesi – come fra aferesi e sangue intero, e viceversa – devono invece trascorrere, per esigenze organizzative, 45 giorni




La mia esperienza di – donatore di sangue – Giorgio De Simone WeBlog, a che età si può donare il sangue. #A #che #età #si #può #donare #il #sangue


La mia esperienza di donatore di sangue”

Ormai non ricordo neppure come e dove ho donato per la prima volta il sangue nella mia vita… forse da quando avevo 20 anni ho sempre donato in maniera quasi costante. Ho ricevuto targhe ricordo, partecipato a feste per numero di donazioni ecc.ecc. Forse la prima volta è stata per aiutare un parente o un amico, non ricordo…

Non sto’ a fare qui disquisizioni se fa bene o fa male, chi può donare o chi no, a chi è consigliato (perché so che per qualcuno è proprio un toccasana…) e a chi è sconsigliato, queste valutazioni vanno fatte dal medico che conosce il proprio paziente.

Quello a cui fa bene la donazione è al prossimo, che domani potremmo essere noi… o i nostri cari.

E quindi moralmente fa molto bene, ci si sente proprio bene dopo una donazione… forse gira un po’ la testa… ma per poco, e solo qualche volta, ma vi assicuro che pensando a chi e a cosa può servire il proprio sangue fa proprio bene… al cuore e all’anima.

Voglio solo dirvi come diventare uno di noi: ci accomuna un senso di rispetto reciproco e una voglia immensa di far bene perché vi assicuro che 450 grammi del proprio sangue sono una ricchezza che per noi può sembrare banale ma per chi ne ha bisogno è la vita ! In questa società intrisa di estremo egoismo quindi diventare donatore in vita” è proprio una salvezza anche morale e un esempio che si dovrebbe dare ai ragazzi fin da piccoli. Ed è stata una grande gioia sentire le parole di mia figlia ancora piccola quando mi disse: papà ma io quando posso donare ? Nel mio piccolo ho raggiunto un grande obiettivo anche solo morale” ma importante, anche se magari non potrà farlo per altri motivi.

Ecco allora come si diventa donatore abituale con i PRO (i CONTRO non ne esistono… ovviamente per chi può donare ) !

Innanzitutto bisogna recarsi la prima volta a digiuno presso un centro o un’associazione, io faccio parte della Thalassa di Palermo, ma qualsiasi centro va bene. Come se si dovesse fare un semplice prelievo per un esame di routine. Informatevi prima su orari e modi di comportamento se è la prima volta. AVRETE UN GIORNO DI PERMESSO RETRIBUITO SUL LAVORO. Ma potete donare anche il sabato o la domenica se siete liberi professionisti.

Una volta li’ i dottori volontari faranno un prelievo per controllare l’emocromo: il test è immediato… in pratica è un conteggio delle cellule del sangue, ed esattamente la quantità contenuta all’interno di un micro-litro, all’incirca , cioè, la quantità di sangue contenuta dentro un cubo di un millimetro di lato… Prima ricordo che il pizzico dell’ago si sentiva, ma oggi non si sente neppure quello, anche perché l’attrezzino non è più un ago come una volta. La sicurezza igienica in tutte le fasi è garantita. Su questo punto da sempre non ho mai avuto dubbi. Poi si rileva la pressione sanguigna in base a peso, età e altezza.

Se questi test saranno negativi i dottori vi inviteranno a fare un esame del sangue completo ed accurato in quello stesso momento o una visita cardiologica per la pressione: questi controlli saranno gratuiti, uno degli aspetti positivi di essere donatore abituale.

Se questi primi controlli sono positivi vi faranno compilare una scheda di assunzione di responsabilità, vi faranno alcune domande obbligatorie per legge ma dovete rispondere sinceramente perché è importantissimo soprattutto per la vostra salute in quanto il sangue è sempre sotto controllo sanitario e poi… il grande passo: la prima donazione.

Gli infermieri volontari sono di una dolcezza incredibile: vi faranno accomodare nella poltrona adatta e vi coccoleranno per tutti i circa 10/15 minuti della seduta che in alcuni casi è anche un modo per conoscere altri donatori e scambiarsi quattro chiacchiere, o nel caso di Thalassa è presente anche la TV per i meno estroversi !

Vi apriranno davanti agli occhi il kit sigillato sottovuoto che contiene anche la sacca che conterrà il vostro sangue.

Vi faranno scegliere, se avete preferenza, da quale braccio preferite essere bucati” !! Se non avete preferenze fate scegliere a loro la migliore vena” che vi consentirà di stare più sereni… ma l’unica cosa che potrà accadere è un bollino nero attorno al foro di entrata dell’ago. Anche l’ago una volta era molto più grande ma adesso è molto più sottile ma più efficiente, vi metteranno un’elastico prima di infilare l’ago e disinfetteranno con alcool la zona, quindi vi diranno di aprire e chiudere la mano corrispondente al braccio dove è inserito l’ago per favorire il flusso sanguigno durante la donazione. L’ago è collegato a un sistema di tubi con la sacca che permette una donazione tranquilla al 100%. La sacca sarà poggiata su un bilancino ondulante per non permettere che il sangue coaguli e lo rendesse inservibile. A circa 450 grammi (per gli uomini, dipende dal proprio peso, ma la differenza è poca) suona un allarme e il flusso si stoppa immediatamente. In tutto passeranno circa 15 minuti. Durante questo periodo gli infermieri vi daranno da parlare vi chiederanno, se tutto a posto, magari esagerano… una volta chiusi gli occhi per rilassarmi e mi ritrovai schiaffeggiato” da una bella infermiera… Signore . Sta bene . Apra gli occhi . ” ed io… Oh Dio che succede . Ho solo chiuso gli occhi un minuto… ” . Quindi state tranquilli avete a disposizione un team” medico !

Vi sfileranno l’ago solo dopo aver preso i campioni di sangue per eseguire tutti gli esami di routine che per un donatore è utile e consente di tenere sotto controllo la propria salute sia per se stessi che per gli altri che dovranno ricevere il sangue. La donazione è anonima e quindi nella sacca andrà solo applicato un codice a barre che identifica il campione di sangue.

Vi faranno sedere un po’ nella stessa poltrona, non vi alzate subito per evitare giramenti di testa e poi quando gli infermieri lo riterranno vi congederanno non prima di aver messo un bel cerotto nel braccio.

Segue una buona colazione di solito offerta dall’associazione dove donate. Fatela abbondante ma prima di tutto bevete molta acqua. Poi vi daranno qualche ricordino, di solito dei gadget anche alimentari.

Tutto qui. Potete proseguire normalmente la vostra giornata senza problemi, l’importante è che non fate lavori pesanti, sport, o allenamenti intensi, ma solo il giorno della donazione.

Dopo qualche giorno potete ritornare al centro in associazione per ritirare gli esami completi e se era la prima volta vi faranno una scheda e vi daranno una bella tessera luccicante con la vostra foto e tanti quadratini, in ogni quadratino andrà scritta la data della donazione. Riempitela… io ne ho cambia e parecchie.

Per un uomo adulto si può’ donare anche 4 volte l’anno, ogni 3 mesi. Inizialmente lo facevo, adesso vuoi per gli acciacchi dell’età (per esempio se si prendono anti-infiammatori la donazione non può avvenire se non dopo un certo lasso di tempo), vuoi per diete, sono a una/due donazioni l’anno.

Ricordate che per legge il donatore ha diritto al servizio di tutela , quindi l’associazione o il vostro medico curante vi indicherà come usufruire di tutte le agevolazioni del caso (tipo la gratuita’ di esami clinici, assistenza dietologica, ecografie, visite cardiologiche ecc.ecc.) .

E adesso cosa state a fare davanti al monitor ?

Ecco dove si può donare a Palermo

Io sono socio qui:

Associazione Siciliana Donatori Di Sangue Thalassa

091 6376565 / 091 544344

Corso Calatafimi, 1002 c/o Osp. Ingrassia 90132 Palermo (PA)

091 6688663 / 091 6688660

Ma a Palermo si può donare anche qui:

A.D.V.S. Associazione Provinciale Donatori Volontari Sangue

A.V.I.S. Associazione Volontari Italiani Del Sangue

091 345217 / 345678 / 091 6255881

Aimatos Associazione Donatori Volontari Sangue

Associazione Donatori Emocomponenti e Sangue