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Responsabilità professionale. Tutti i dubbi sulla “rivalsa” della struttura sanitaria nei confronti dei professionisti sanitari dipendenti

È prevedibile che proprio la vaghezza del d.d.l. Gelli sul concetto di colpa grave, e quindi la possibilità di una sua ampia estensione interpretativa nella applicazione pratica, contribuisca ad incrementate le azioni di rivalsa da parte delle strutture sanitarie

18 GEN – Lart. 9 del d.d.l. Gelli, poco considerato nel pur acceso dibattito che riguarda il d.d.l. nel suo complesso, tenta di sistematizzare la disciplina della rivalsa nei confronti del professionista dipendente della struttura sanitaria.

Il comma 1 contempla che “Lazione di rivalsa della struttura sanitaria nei confronti dellesercente la professione sanitaria può essere esercitata solo in caso di dolo o colpa grave”. Questo disposto riprende le fonti normative da tempo esistenti in materia di rivalsa nei confronti del dipendente pubblico, sottolineando che tale azione è connessa al solo “caso di dolo o di colpa grave”, ma propone una equivoca voce verbale “può” (essere esercitata), la cui accezione è discutibile, potendo essere alternativamente intesa come esprimente una mera opzione (e non un obbligo) o come determinante una delimitazione (lazione di rivalsa è ammissibile “solo” in quei casi).

– la prima è riportata nella seconda frase del comma 3, che specifica che la comunicazione al professionista “deve contenere lavviso che la sentenza di condanna che ne abbia definitivamente accertato la responsabilità per dolo o colpa grave farà stato nei confronti del professionista nel giudizio di rivalsa”; qui si fa riferimento alla sentenza, di condanna della struttura sanitaria al risarcimento al danneggiato, emessa relativamente ad un processo celebrato anche in assenza del professionista la cui prestazione sia stata accertata come caratterizzata da dolo o colpa grave;

– la seconda è contenuta nel comma 7 e concerne leventuale successivo giudizio di rivalsa – attivato dalla struttura sanitaria nei confronti del professionista – e che contempla che, in tale giudizio appunto, “ il giudice può desumere argomenti di prova dal materiale probatorio acquisito nel giudizio instaurato dal paziente nei confronti della struttura sanitaria”.

È inammissibile leventualità che lavviso sia dato a risarcimento stragiudiziale avvenuto.

Professori di Medicina legale

Università degli Studi di Padova


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